23 Ottobre 2026, di Anna Fabi – PMI.it
La Manovra 2027 è attesa in Consiglio dei ministri all’inizio della prossima settimana, dopo il vertice di maggioranza che giovedì sera a Palazzo Chigi ha riunito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Solo dopo il via libera del Governo il disegno di Legge di Bilancio 2027 sarà trasmesso alle Camere.
Le priorità indicate sono famiglie, giovani, anziani, sanità e caro energia. Sul tavolo ci sono l’aliquota IRPEF intermedia estesa ai redditi medi, un pacchetto fiscale per i giovani, la cedolare secca più leggera sugli affitti a canone concordato, la proroga della detassazione degli aumenti contrattuali, la soglia più alta per i Forfettari e l’uscita anticipata dal lavoro chiesta dalla Lega.
Il vincolo sono le coperture: le risorse dello scostamento di bilancio autorizzato con il DPFP finanziano solo energia e difesa, e il Governo attende la risposta della Commissione europea sulla richiesta di usarne una parte contro il caro bollette. Per bonus casa e pensioni, invece, diverse regole per il 2027 sono già scritte nella legislazione vigente.
In sintesi:
- il Documento programmatico di bilancio inviato il 15 ottobre a Commissione europea e Parlamento quantifica la manovra in circa 23,5 miliardi di euro nel 2027, di cui circa 5 a carico del settore finanziario;
- l’IRPEF al 33%, oggi applicata tra 28mila e 50mila euro di reddito, salirebbe a 55mila euro con un costo di circa 1,2 miliardi o a 60mila euro con circa 2,6 miliardi;
- per i giovani fino a 35 anni il Governo valuta una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio oppure minori trattenute IRPEF per un solo anno;
- la cedolare secca sugli affitti a canone concordato scenderebbe dal 10% al 5%, su proposta di Noi Moderati;
- la pensione a 64 anni, che l’art. 24, comma 11, del DL n. 201/2011 riserva a chi non ha contributi anteriori al 1996, sarebbe estesa al sistema misto con ricalcolo contributivo dell’assegno.
Vertice di maggioranza, Manovra 2027 attesa in Consiglio dei ministri
Il disegno di legge di bilancio potrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri martedì 27 o mercoledì 28 ottobre, come previsto dall’obiettivo che la maggioranza ha fissato nel vertice del 22 ottobre, il secondo della settimana dopo quello di lunedì 19. La data dipende dalla definizione delle coperture e dal confronto con Bruxelles sulla flessibilità, che ha già fatto slittare l’approvazione della Manovra 2027 in Consiglio dei ministri.
Al vertice Giorgetti ha richiamato i limiti della legge di bilancio, che a giudizio del ministro non può affrontare da sola fenomeni come la trasformazione demografica. I partiti di maggioranza non hanno ancora trovato una sintesi su IRPEF, giovani e pensioni, e sulle misure per il ceto medio il confronto è ancora aperto.
Manovra 2027, conti pubblici senza margini di deficit
Il Documento programmatico di bilancio fissa la Manovra 2027 in circa 23,5 miliardi di euro, mentre il DPFP non concede alle misure spazio di deficit oltre lo scostamento per energia e difesa: secondo le tavole trasmesse alle Camere, riportate dall’ANSA, il percorso della spesa netta fissato dalle regole europee apre margini contenuti solo negli anni successivi, circa 3,5 miliardi nel 2028 e 6,5 miliardi nel 2029.
Lo scostamento nel biennio 2027-2028, diviso in parti uguali tra energia e difesa, porta il deficit al 3,4% del PIL nel 2027 e al 3,2% nel 2028, contro il 2,8% e il 2,6% al netto della spesa supplementare. Le Camere hanno approvato a maggioranza assoluta la relazione sullo scostamento il 13 ottobre, aprendo il calendario della legge di bilancio.
L’8 ottobre la Commissione europea ha espresso una valutazione positiva sull’attivazione della clausola nazionale di salvaguardia, e il Consiglio dell’UE ha un mese per l’approvazione definitiva. Il deficit 2025 al 3,1% del PIL, confermato dall’ISTAT il 22 settembre, impedisce intanto all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo sulla base dei conti 2025.
Sui conti incide anche l’inflazione, salita a settembre al 4,2% annuo secondo la stima preliminare ISTAT. Il Governo ha chiesto alla Commissione europea, con la lettera della presidente del Consiglio Giorgia Meloni del 1° ottobre e all’Eurogruppo dell’8 ottobre con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di tenerne conto nella regola sulla spesa netta per finanziare aiuti temporanei contro il caro energia, che la clausola di salvaguardia nazionale esclude. La richiesta riguarda ora la quota energia dello scostamento, che il Governo vuole usare per aiuti a famiglie e imprese contro il caro bollette e non solo per investimenti strutturali: le prime risposte di Bruxelles potrebbero arrivare nel fine settimana.
Lo stesso Giorgetti chiede un approccio «un attimino più prudente» sulle misure annunciate. Nel rapporto sui conti pubblici in vista della Manovra 2027 l’Ufficio parlamentare di bilancio aveva già indicato nei vincoli UE la necessità di selezionare le misure e individuarne le coperture.
IRPEF al 33% fino a 55mila o 60mila euro
L’estensione dell’aliquota del 33%, oggi applicata ai redditi tra 28mila e 50mila euro, è l’ipotesi più definita della riforma IRPEF 2027 e si presenta in due versioni: fino a 55mila euro, proposta da Tajani, con un costo di circa 1,2 miliardi, oppure fino a 60mila euro, con circa 2,6 miliardi secondo l’ANSA e circa 2,7 miliardi secondo il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. La modifica sposterebbe nel secondo scaglione il reddito oltre i 50mila euro, oggi tassato al 43%, fino alla nuova soglia.
Il via libera dipende dal negoziato con l’Unione europea e dalle coperture, che per fonti di maggioranza avrebbero sollevato dubbi tra i tecnici della Ragioneria generale dello Stato. Forza Italia propone di arrivare a 60mila euro in due fasi, partendo dai 55mila, e Fratelli d’Italia sostiene la misura, per la quale servirebbero però più risorse.
In Parlamento è stata avanzata anche la riduzione dal 23% al 22% della prima aliquota, proposta diversa da quella del Governo e ancora priva di testo. Satispay chiede invece di rendere strutturale la detassazione dei fringe benefit, oggi esenti fino al 2027 entro 1.000 euro e 2.000 euro con figli a carico, come alternativa al taglio IRPEF.
Il risparmio IRPEF teorico cresce di 100 euro per ogni 1.000 euro di imponibile oltre i 50mila euro, fino alla nuova soglia e prima di eventuali correttivi su detrazioni e redditi elevati previsti dal testo definitivo:
| Reddito imponibile | Risparmio IRPEF teorico |
|---|---|
| 50.000 euro | 0 euro |
| 52.000 euro | 200 euro con entrambe le soglie |
| 55.000 euro | 500 euro con entrambe le soglie |
| 58.000 euro | 500 euro con la soglia a 55mila, 800 euro con quella a 60mila |
| 60.000 euro o più | 500 euro con la soglia a 55mila, 1.000 euro con quella a 60mila |
Il calcolo IRPEF applica gli scaglioni vigenti al reddito imponibile e permette di stimare la propria imposta prima dell’eventuale estensione della fascia al 33%.
Aumenti da CCNL al 5% e notturni al 15%, le proroghe per il 2027
Il Governo intende prorogare al 2027 la tassazione al 5% degli aumenti da rinnovo contrattuale, annunciata dalla presidente del Consiglio al Congresso UIL del 2 luglio: l’art. 1, comma 7, della L. n. 199/2025 copre oggi gli incrementi corrisposti nel 2026 per rinnovi sottoscritti dal 2024 al 2026, e per il 2027 serve una nuova norma. Sui premi di risultato l’art. 1, comma 9, della stessa legge fissa già l’imposta sostitutiva all’1% per il 2026 e il 2027, entro 5mila euro.
Scade invece con il 2026 l’imposta sostitutiva del 15% su notturni, festivi e turni, riconosciuta dall’art. 1, commi 10 e 11, della L. n. 199/2025 entro 1.500 euro ai dipendenti privati con reddito di lavoro dipendente 2025 fino a 40mila euro, come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 24 febbraio 2026. Il Governo valuta la conferma per il 2027 e, come ipotesi più ampia, la riduzione dell’aliquota al 5%.
Nel vertice del 22 ottobre la maggioranza ha confermato l’obiettivo di dare continuità alle misure sul lavoro della Manovra 2026, a partire dal sostegno alla contrattazione di secondo livello e alla produttività.
Flat tax sugli aumenti di stipendio e no tax area per i giovani
Per i giovani il Governo valuta due strade, entrambe ancora prive di testo: la flat tax sugli aumenti di stipendio dei lavoratori fino a 35 anni, indicata il 29 settembre dal viceministro Leo con un beneficio fiscale per il datore di lavoro che concede l’aumento, oppure una riduzione delle trattenute IRPEF in busta paga per gli under 30 o gli under 35 limitata a un solo anno. Tajani ha citato anche una no tax area per i giovani, insieme a misure per l’ingresso nel lavoro e per la formazione di nuove famiglie.
Nella versione della flat tax riferita ai neoassunti il costo riportato dall’ANSA è di circa 350 milioni, con tetto dell’aumento e requisiti per le imprese ancora da definire. Rispetto alla detassazione dei rinnovi contrattuali, che scatta in automatico con il nuovo CCNL, il beneficio sarebbe legato all’età e alla scelta dell’impresa di aumentare la retribuzione. Senza lo stesso tetto, l’agevolazione per età porterebbe nella detassazione i giovani oltre i 33mila euro di reddito, che sugli aumenti pagano oggi l’IRPEF al 33% o al 43%, più le addizionali.
Per un dipendente di 30 anni con 35mila euro di reddito, un aumento di 2.000 euro sconta oggi 660 euro di IRPEF all’aliquota del 33%, addizionali escluse: con l’imposta al 5% il prelievo sullo stesso aumento scenderebbe a 100 euro.
Forfettari a 100mila euro, il vincolo della direttiva IVA
L’innalzamento della soglia del regime forfettario 2027 da 85mila a 100mila euro di ricavi o compensi è una proposta della Lega su cui il ministro dell’Economia ha aperto, a condizione di un negoziato con l’Unione europea. Dal 2027 torna intanto da 35mila a 30mila euro il limite dei redditi da lavoro dipendente compatibile con il regime, che l’art. 1, comma 27, della L. n. 199/2025 ha mantenuto più alto per il solo 2026.
Il vincolo nasce dall’esonero IVA. L’art. 284 della Direttiva 2006/112/CE, modificato dalla Direttiva (UE) 2020/285 e recepito con il D.Lgs. n. 180/2024, consente di esentare le piccole imprese fino a un volume d’affari annuo di 85mila euro, il valore fissato dall’art. 1, comma 54, della L. n. 190/2014. Un regime a 100mila euro con esonero IVA richiede quindi un intervento sulla disciplina europea.
Con le regole vigenti chi incassa tra 85.001 e 100mila euro esce dal forfettario dall’anno successivo, mentre chi supera i 100mila euro esce nello stesso anno e applica l’IVA dall’operazione che determina lo sforamento, ai sensi dell’art. 1, comma 71, della L. n. 190/2014 e secondo la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 32/E del 5 dicembre 2023. La proposta interessa quindi la fascia tra 85mila e 100mila euro.
Quanto vale il forfettario tra 85mila e 100mila euro
Per un professionista con 95mila euro di compensi, coefficiente di redditività del 78% e attività avviata da oltre cinque anni, quindi con imposta sostitutiva al 15%, la permanenza nel forfettario vale circa 7.600 euro l’anno di imposte in meno rispetto al regime ordinario, a parità di reddito imponibile:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compensi incassati | 95.000 euro |
| Reddito con coefficiente di redditività del 78% | 74.100 euro |
| Contributi previdenziali dedotti (ipotesi) | 19.100 euro |
| Reddito imponibile | 55.000 euro |
| Imposta sostitutiva al 15% nel forfettario | 8.250 euro |
| IRPEF ordinaria con aliquote del 23%, 33% e 43% | 15.850 euro |
| Differenza annua a favore del forfettario | 7.600 euro |
Il confronto assume costi effettivi pari al 22% dei compensi, la quota che il forfettario riconosce in automatico: con costi reali più bassi la differenza aumenta, e nel regime ordinario si aggiungono le addizionali regionali e comunali e l’IVA al 22% in fattura, a carico dei clienti privati che non possono detrarla. Con l’IRPEF al 33% estesa anche solo fino a 55mila euro, soglia che copre per intero questo imponibile, l’imposta ordinaria scenderebbe a 15.350 euro e il vantaggio del forfettario a 7.100 euro.
Il calcolo dell’imposta nel regime forfettario applica coefficiente di redditività, contributi e aliquota al proprio fatturato entro la soglia vigente e restituisce l’imposta sostitutiva dovuta, da confrontare con il prelievo ordinario.
Cedolare secca sui negozi e sul canone concordato
Cedolare secca al 21% per negozi e affitti commerciali
La cedolare secca per negozi e affitti commerciali al 21% è tornata nel confronto sulla Manovra 2027. L’ultima disciplina, l’art. 1, comma 59, della L. n. 145/2018, riguardava i contratti stipulati nel 2019 per immobili C/1 fino a 600 metri quadrati, e dal 2020 i contratti commerciali seguono il regime ordinario. Il Disegno di legge Senato n. 1828, presentato il 4 marzo 2026, propone una cedolare secca strutturale al 21% per gli immobili a uso non abitativo, con opzione anche per i contratti in corso.
Cedolare secca al 5% sugli affitti a canone concordato
Noi Moderati propone di dimezzare la cedolare secca sugli affitti a canone concordato per favorire le locazioni di lunga durata. L’aliquota agevolata, resa stabile dal 2020 dall’art. 1, comma 6, della L. n. 160/2019, si applica oggi ai contratti a canone concordato nei Comuni ad alta tensione abitativa e in quelli colpiti da calamità: fino a una nuova norma vale quindi la cedolare secca al 10%. La proposta non ha ancora un testo e il suo costo è stimato in circa 100 milioni di euro.
Su un canone concordato di 800 euro al mese, pari a 9.600 euro l’anno, l’imposta dovuta dal proprietario scenderebbe da 960 a 480 euro.
Pensioni, proposte da coprire e scatti già previsti dal 2027
Le proposte sulle pensioni in Manovra 2027 sono ancora in fase ipotetica e peraltro andrebbero finanziate senza nuovo deficit, mentre l’aumento dei requisiti dal 2027 è già fissato dalla legge. La Lega chiede la pensione a 64 anni nel sistema misto, con ricalcolo contributivo dell’assegno, una nuova Quota 41 e lo stop allo scatto di un mese che porta l’età pensionabile 2027 a 67 anni e 1 mese. Al vertice del 22 ottobre Salvini ha confermato come priorità un meccanismo di uscita anticipata rispetto alla legge Fornero, su cui la Lega tratta con Giorgetti.
Oggi a 64 anni può uscire solo chi non ha contributi anteriori al 1996, con la pensione anticipata contributiva prevista dall’art. 24, comma 11, del DL n. 201/2011: l’estensione al sistema misto richiede una nuova norma in Legge di Bilancio, con requisiti e platea da definire.
Sul piano delle coperture, l’uscita a 64 anni costerebbe circa 1,6 miliardi l’anno secondo le stime riportate dall’ANSA, su una spesa pensionistica che il DPFP prevede già in crescita di 14,7 miliardi nel 2027 rispetto al 2026, anche per effetto dell’aumento delle pensioni 2027 legato alla rivalutazione. Fino a una nuova norma, i requisiti pensione 2027 e 2028 fissati dalla Circolare INPS n. 28/2026 del 16 marzo 2026 sono la base per programmare l’uscita.
Contributo di banche e società energetiche, il MEF apre al dialogo
Il contributo del settore finanziario è la prima copertura della manovra: il DPB lo quantifica in circa 5 miliardi nel 2027 e lascia al disegno di legge la forma del prelievo e la ripartizione tra banche e assicurazioni, che il Governo punterebbe a definire con un confronto con la categoria. L’8 ottobre, interpellato alla Camera, il viceministro Leo aveva detto che il dialogo è aperto come lo scorso anno. La Lega, con Matteo Salvini, propone un prelievo annuo del 5% sugli utili delle dieci maggiori banche per tre anni; Forza Italia respinge ogni imposta sugli extraprofitti, e Giorgetti indica nella maggiore concorrenza tra le banche lo strumento per ridurne alcuni.
Lo stesso 8 ottobre il presidente dell’ABI Antonio Patuelli ha escluso un nuovo contributo, richiamando l’accordo triennale da 10,5 miliardi concluso con la Manovra 2026: la L. n. 199/2025 ha aumentato di due punti percentuali l’aliquota IRAP per banche, intermediari finanziari e assicurazioni (art. 1, comma 74) e ha rinnovato il rinvio delle deduzioni che generano imposte differite attive.
Per le società energetiche la maggiorazione IRAP di due punti percentuali è già prevista dal DL n. 21/2026 del 20 febbraio, e il Governo valuta di estenderla al 2028 e al 2029. Elettricità Futura, l’associazione delle imprese elettriche, ricorda che il settore ha già versato oltre 2 miliardi per effetto di quel decreto.
Forza Italia punta su IRPEF, tredicesime e bollo auto
Forza Italia concentra le proprie richieste su una nuova riduzione delle imposte sul ceto medio: Antonio Tajani sostiene l’estensione dello scaglione IRPEF al 33% e propone la detassazione della tredicesima, insieme a interventi sul bollo auto e sulle spese sanitarie, per le quali al vertice è emersa l’ipotesi di un cashback.
Sul bollo auto il Governo è già intervenuto fuori dalla manovra: l’art. 2 del DL n. 162/2026 prevede l’esenzione dal bollo auto nel 2027 per un’auto fino a 80 kW o una moto per ogni persona fisica, con 2,3 miliardi stanziati. Tajani chiede di estenderla a tutte le prime auto, in attesa delle decisioni della Commissione europea sulla flessibilità, mentre alla Camera, nell’esame del decreto, è in discussione un contributo per le famiglie numerose con auto più potenti. Rendere l’esenzione stabile per tre anni richiederebbe circa 5 miliardi in più, secondo le stime riportate dall’ANSA.
Misure già previste e proposte da finanziare
La Manovra 2027 parte da regole già scritte per il 2027 e da proposte che richiedono nuove norme e coperture:
| Misura | Stato |
|---|---|
| IRPEF al 33% fino a 55mila o 60mila euro | Obiettivo del Governo, da tradurre in una nuova norma con le relative coperture. |
| Detassazione al 5% degli aumenti CCNL | Vigente sugli aumenti corrisposti nel 2026 (art. 1, comma 7, della L. n. 199/2025); proroga al 2027 annunciata. |
| Imposta al 15% su notturni, festivi e turni | Vigente per il 2026 (art. 1, commi 10 e 11, della L. n. 199/2025); conferma o riduzione al 5% allo studio. |
| Flat tax o minori trattenute per i giovani | Ipotesi del Governo ancora senza testo. |
| Forfettari fino a 100mila euro | Proposta della Lega, subordinata al superamento del limite IVA europeo. |
| Limite di reddito da lavoro dipendente per i Forfettari | Torna a 30mila euro nel 2027, salvo proroga (art. 1, comma 27, della L. n. 199/2025). |
| Cedolare secca al 21% sugli affitti commerciali | Proposta del Disegno di legge Senato n. 1828; per i nuovi contratti si applica il regime ordinario. |
| Cedolare secca più bassa sul canone concordato | Proposta di Noi Moderati, ancora senza testo. |
| Aumento dei requisiti pensionistici | Già previsto dal 2027 (Circolare INPS n. 28/2026 del 16 marzo 2026). |
| Uscita a 64 anni e Quota 41 | Proposte del confronto politico, con requisiti e platea da definire. |
| Contributo di banche e assicurazioni | Prima copertura del DPB, con forma e ripartizione da definire; contraria l’ABI. |
| Esenzione dal bollo auto | Già prevista per il 2027 (art. 2 del DL n. 162/2026); contributo per le famiglie numerose in discussione alla Camera. |
| Bonus Ristrutturazioni al 36% o al 30% | Aliquote già previste per le spese 2027 (art. 1, comma 22, della L. n. 199/2025), salvo proroga. |
| Bonus Mobili al 50% | Vigente fino al 31 dicembre 2026; per il 2027 serve una proroga. |
| Esonero contributivo per le madri lavoratrici | Avvio rinviato al 2027 (art. 1, commi 206 e 207, della L. n. 199/2025), con disciplina applicativa da completare. |
| Sugar tax e plastic tax | Applicabili dal 1° gennaio 2027 (art. 1, comma 125, della L. n. 199/2025); nuovo rinvio di sei mesi allo studio. |
Bonus casa 2027 al 36% e al 30%, Bonus Mobili senza proroga
Per il bonus casa 2027 la riduzione delle detrazioni è già scritta: l’art. 1, comma 22, della L. n. 199/2025 riconosce per il Bonus Ristrutturazioni sulle spese sostenute nel 2027 una detrazione al 36% sull’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale di godimento e al 30% negli altri casi, entro 96mila euro per unità immobiliare. Il viceministro Leo ha proposto il 29 settembre, in un’intervista al Corriere della Sera, di mantenere il 50% per la prima casa e il 36% per le altre abitazioni, mentre per l’efficienza energetica il Governo valuta l’Ecobonus al 65% sulla prima casa.
Il Bonus Mobili ed Elettrodomestici, detrazione IRPEF del 50% entro 5mila euro di spesa collegata a interventi di recupero edilizio, copre oggi gli acquisti effettuati entro la fine del 2026: per gli acquisti del 2027 serve una conferma nella nuova Legge di Bilancio.
Bonus mamme 2027 verso il nuovo esonero contributivo
Per le mamme lavoratrici dal 2027 è programmato l’avvio dell’esonero contributivo strutturale introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, che l’art. 1, commi 206 e 207, della L. n. 199/2025 ha rinviato dal 2026 al 2027 modificando l’art. 1, comma 219, della L. n. 207/2024. Nel 2026 opera intanto il contributo mensile da 60 euro per le lavoratrici con i requisiti di figli e reddito, mentre importo e modalità del nuovo esonero attendono i provvedimenti applicativi.
Misure per le imprese e Buono Digitale triennale
Le misure per le imprese in Manovra 2027 sono in gran parte ipotesi ancora da finanziare, dalla proroga di un anno dell’iperammortamento ai voucher per l’intelligenza artificiale nelle PMI fino alle agevolazioni per i software cloud. Le associazioni imprenditoriali e professionali del Manifesto per l’Italia Digitale chiedono inoltre il Buono Digitale per MPMI e professionisti, un incentivo triennale per software, cloud, intelligenza artificiale, cybersecurity, e-commerce, consulenza e formazione rivolto a una platea stimata di circa 578mila beneficiari, con un fabbisogno pubblico di 3,951 miliardi di euro.
Sugar tax e plastic tax, possibile rinvio di sei mesi
Per i produttori di bevande zuccherate e di imballaggi la maggioranza valuta un nuovo rinvio di sei mesi della sugar tax, l’imposta sulle bevande analcoliche edulcorate, e della plastic tax sui manufatti in plastica monouso, che l’art. 1, comma 125, della L. n. 199/2025 ha differito al 1° gennaio 2027. Le associazioni di settore Assobibe e Unionplast giudicano il rinvio insufficiente e chiedono una decisione definitiva sulle due imposte, rinviate più volte dal 2020.